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GINESTRA: NOI NO

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Ginestra si schiera convintamente per il NO al referendum costituzionale del 20-21 settembre sul taglio dei parlamentari. Il testo di legge, ricordiamo, prevede la riduzione dei membri della Camera da 630 a 400 e di quelli del Senato da 315 a 200.

Siamo di fronte a un tentativo di riforma meramente quantitativo e demagogico che appare dettato da una logica punitiva nei confronti del Parlamento, organo di massima rappresentanza delle istanze dei cittadini: serve, infatti, una riforma complessiva e organica del nostro assetto istituzionale non un taglio lineare degli eletti.

Le argomentazioni addotte dal fronte del Sì solleticano la pancia degli elettori e sono, perciò, facilmente smontabili. Non è dimostrabile, ad esempio, che un minor numero di parlamentari renderà i lavori parlamentari più snelli: sarebbe necessaria, a tal proposito, la modifica dei regolamenti delle Camere. Ciò che è sicuro, invece, è che un Parlamento dimezzato sarebbe molto più facilmente controllabile dalle segreterie di partito. La rappresentanza subirebbe un duro colpo, dal momento che aumenterebbe la distanza tra rappresentato e rappresentante: l’Italia, infatti, scivolerebbe all’ultimo posto della classifica europea del rapporto eletti/elettori, con un deputato ogni 151 mila cittadini. La nostra regione, l’Abruzzo, sarebbe tra le più penalizzate dal taglio: i deputati passerebbero da 14 a 9, i senatori da 7 a 4, a prevalente discapito, inoltre, delle aree interne.

La diminuzione del numero di collegi elettorali e l’ampliamento della loro dimensione farebbe lievitare, inoltre, per un aspirante candidato, i costi della campagna elettorale. Una politica, dunque, sempre più riservata a pochi, facoltosi, eletti.

Riguardo al risparmio, la cifra ammonterebbe allo 0,007% della spesa pubblica italiana. Cifra ridicola, specie se paragonata al grave danno prodotto dalla riforma, e ricavabile da altre voci di spesa: su tutte, ad esempio, dalle indennità parlamentari.

Inoltre, mettere in relazione diretta la diminuzione dei parlamentari con un aumento della loro qualità rappresenta una grave menzogna nei confronti degli elettori: occorre, a tal proposito, intervenire sui meccanismi di selezione della nostra classe politica, reintroducendo, ad esempio, in tema di legge elettorale, le preferenze.

Ci opponiamo, dunque, con forza, a un disegno di revisione costituzionale che mira a indebolire il concetto di democrazia rappresentativa su cui si fonda la nostra Costituzione. 

In conclusione ritenendo fondamentale che tutti abbiano la possibilità di votare e conoscendo la difficoltà in tal senso degli studenti fuori sede, vi segnaliamo di seguito la campagna UDU che agevola il conferimento della delega di rappresentante di lista in un seggio della città in cui si studia, dove possibile:

https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSeXv9wq47cER2Mx9hiSB31TsVob2TbnCCO5UAE6AMpu7jdDRA/viewform

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