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Il secolo peculiare, cento anni di comunismo italiano

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Politician Umberto Terracini at the political meeting against the homicide of Togliatti and for anniversary of the fall of fascism, Rome 1948. (Photo by Archivio Cicconi/Getty Images)

di Claudio Mastrangelo

Oggi si compiono i 100 anni dalla scissione di Livorno che portò alla nascita del Partito Comunista Italiano.
Aldilà della valutazione storica sul fatto se quella di Livorno sia stata una scelta giusta o sbagliata, ininfluente o decisiva sull’ascesa del fascismo – che non compete a me di certo – il comunismo italiano ha rappresentato nella storia del Novecento una forte peculiarità di idee e di azione, di produzione intellettuale e di lotta politica, incarnando, prima nella prassi del partito, poi con la sua eredità ideale e spirituale, un presidio di libertà e democrazia per l’Italia e per tutto il mondo occidentale, dalla lotta di Resistenza contro il nazifascismo fino al ruolo centrale nell’elaborazione della Costituzione Repubblicana prima, e nel contrasto duro e responsabile al terrorismo eversivo di ogni colore poi.
Il comunismo italiano è stato il più fulgido, originale, coraggioso e giusto esempio di comunismo al mondo, lontano tanto dall’assurda e contraddittoria oppressione nazionalista sovietica quanto dalla subalternità culturale a modelli economici di stampo liberale e liberista che hanno sempre creato e continuano a creare, benché governati, ingiustizia ed esclusione.
Nella lotta politica del Partito Comunista Italiano, da Gramsci e Togliatti a Occhetto, passando per Longo, Berlinguer e Natta, c’è sempre stato il faro del socialismo nella democrazia e nella pluralità di partiti, dell’uguaglianza nella libertà. C’è sempre stata la centralità della Persona Umana.
Questi sono tutti aspetti che non possono essere dimenticati in un anniversario così importante, come pure l’impegno sempre forte per la pace e la fratellanza dei Popoli della Terra, profuso dai comunisti italiani.
Del comunismo italiano si è conclusa la storia pratica, non certo – come ogni storia – priva di errori controversi, ma mai il lascito ideale e l’esempio, che deve continuare a guidarci per altri cento, mille anni nella lotta per la giustizia sociale, l’uguaglianza, la pace, la democrazia, la libertà e il progresso morale e scientifico dell’Essere Umano.

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